Pro Loco Ficulle
Casella di testo: Cenni di Storia
Spunti tratti dal libro : 
“FICULLE - IMMAGINI DI UN TEMPO” a cura del “Circolo Culturale il Teatro”
Foto di Emanuele
Casella di testo: Le radici di Ficulle vanno ricercate in epoca etrusca dato che, come sostenuto dagli archeologi, le grotte della Madonna della Maestà sono colombari, cioè sepolcreti modesti di carattere rurale. 
Parte della storia di Ficulle è legata alla antica strada romana Cassia Nuova o Traiana che si dirigeva verso Chiusi e Perugia. Proprio questa riconduzione al traffico romano ha lasciato supporre che il nome di Ficulle derivasse da Ficulea (città della Sabina). L’epoca romana è tuttavia dimostrata da un unico reperto archeologico: un cippo marmoreo dedicato al Dio Mitra.
L’esiguità di testimonianze storiche è anche origine dell’equivoco che ha visto l’apposizione sullo stemma del paese della famosa ficaja ancor oggi simbolo che caratterizza lo stemma comunale.
Tesi più verosimile è quella secondo cui Ficulle derivi da figulus (vasaio) dato che la lavorazione delle terrecotte nel nostro paese ha origini profondissime.
L’Alto Medioevo ha portato alla costruzione delle prime fortificazioni intorno al paese nonché della Abbadia Camaldolese di S. Nicolò al Monte Orvietano che ha ospitato il giurista monaco Graziano famoso per il suo Decretum Gratiani e per la sua attività di insegnamento all’università di Bologna. Monaco Graziano è il figlio più illustre della nostra terra essendo nato nel villaggio di Carraia presso Ficulle.
Questo è un periodo importante per l’affermarsi dell’importanza di Ficulle nel territorio Orvietano come Castello ben formato con supremazia militare e amministrativa sul territorio limitrofo. A Castelmaggiore, parte più antica del castello, si accedeva attraverso via della Rocca mentre il nucleo abitativo era cinto da mura e racchiuso entro le due Rocche
La storia di Ficulle di questo periodo è legata a quella del Comune di Orvieto passando dapprima sotto la supremazia dei Filippeschi  e poi sotto il dominio della famiglia del Ramo della Vipera (1313). Ficulle venne così a trovarsi in una zona di confine e per questo fu soggetta a frequenti saccheggi e alla distruzione del 1351 che risparmiò la sola Pieve di S. Maria. Nel frattempo il Castello della Sala ebbe un particolare sviluppo anche grazie alle opere di ampliamento e completamento dei Monaldeschi della Vipera.
Nel 1416 Ficulle, come territorio di Orvieto, passa sotto il dominio dello Stato della Chiesa ed in questo periodo sono riparate le mura, le Rocche e la zona di Castelmaggiore e vengono arricchite le chiese con affreschi di scuola umbra.
Gli statuti del 1534 mostrano come Ficulle inizi ad acquisire una fisionomia più autonoma e un maggior peso nel circondario tanto da avvertire la necessità di ampliarsi attraverso la nascita dei due borghi ( Borgo di Sotto e Borgo di Sopra) e l’ingrandimento del centro storico.
E’ il 1580 quando venne costruito, con l’intento di riportare i frati a Ficulle, un convento presso l’attuale zona Cappuccini .
Nel 1610 si assiste alla consacrazione della chiesa parrocchiale Collegiata di S. Maria Nova che fu eretta per la comodità della popolazione che risiedeva, per la maggior parte, all’interno del paese.
E’ anche il periodo della nascita di una particolare devozione popolare alla Madonna della Maestà il cui nome deriva proprio dal modo in cui la Madonna è rappresentata: con il bambino, seduta su un trono di nubi, tra angeli e santi.
Il XIX secolo vede la visita dei papi Gregorio XVI e Pio IX, il passaggio di Giuseppe Garibaldi che pernottò presso il Borgo di Sotto ( divenuto da allora Borgo Garibaldi ). Il Comune divenne, sempre in questo periodo, proprietario di tutto il patrimonio appartenente all’Abbadia di S. Nicolò .
La storia recente vede Ficulle come centro importante dell’Alto Orvietano; diventato Capoluogo di Mandamento con proprio distretto militare, pretura e carcere.
Il XX secolo vede un forte attività da parte dei partiti politici e la nascita di  alcune cooperative. Due istituzioni sopravvivono al regime fascista: la Cassa Rurale ed Artigiana e la Casa della Divina Provvidenza per l’assistenza degli anziani che si pongono come testimonianza dell’impegno sociale, della capacità organizzativa e dello spirito di solidarietà che hanno animato le ultime generazioni Ficullesi.